Taranto ed il suo meraviglioso castello

Capita spesso, soprattutto in Italia, paese ricco di opere d’arte, che una città finisca per identificarsi nell’immaginario collettivo con uno o più dei suoi monumenti. Così è stato ed è per Taranto e il suo Castello, che unitamente al Canale navigabile e al Ponte Girevole, costituiscono un piccolo cammeo incastonato tra i 2 mari, tra la Città’ Vecchia e il Borgo Antico. Le riprese di Six Underground, film d’azione della Netflix, svoltesi a Taranto tra fine settembre e inizio ottobre hanno sfruttato a pieno questo scenario, scelto proprio per la sua unicità e bellezza. La storia del Castello Aragonese, il cui vero nome è Castel S. Angelo, affonda le sue radici nel lontano 780 D.C., quando i Bizantini ricostruirono una Taranto distrutta dai Saraceni ed eressero quella Rocca difensiva che poi, Ferdinando I di Napoli d’Aragona, nel 1486, stravolse completamente avviando una ristrutturazione che doveva conferire alla struttura l’aspetto che più o meno ha oggi, a pianta quadrangolare con cortile centrale. L’ assetto difensivo originale in realtà comprendeva più torri, alcune delle quali furono abbattute per la costruzione del Canale Navigabile. I lavori per la costruzione del Canale Navigabile e del Ponte Girevole, intitolato a S. Francesco di Paola, protettore delle genti di mare, furono avviati invece quasi in concomitanza tra il 1883 e il 1887, per volontà della Marina Militare, al fine di favorire il passaggio delle navi da guerra mediante l’ampliamento dell’antico fossato difensivo alla base del castello. A tutt’oggi il Castello Aragonese è gestito dalla Marina Militare che ne cura restauro e conservazione e che negli ultimi anni ha avviato una serie di scavi nei sotterranei che portano continuamente alla luce ambienti nuovi e reperti archeologici di varia datazione. Inoltre sono state avviate una serie di visite guidate completamente gratuite, che nel giro di 7 mesi, fino al gennaio 2018, hanno contato circa 76.000 visitatori, consacrando il nostro Castello nel 2017 quale secondo sito storico_ archeologico della nostra regione per numero di visitatori.

Vanessa Castellini

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