Maria Gigante ritorna in Poste Italiane: quando una coscienza pulita vince sulle lingue velenose della gente

Ebbene si, è successo per davvero… Su sentenza del Tribunale di Taranto la nostra collega Maria Prudenza Gigante deve essere riammessa in servizio da Poste Italiane per non aver commesso il fatto. Una sanzione comminata troppo frettolosamente nei suoi confronti, una indagine interna che marchiava in negativo un’intera famiglia (la famiglia di Marcello Capito) che oggi, finalmente, può urlare al mondo intero la propria innocenza per dei fatti che venivano accertati con colpevole insufficienza da parte di chi avrebbe dovuto garantire una valutazione oculata della questione, senza rischiare di scendere nel luogo comune del “cliente che ha ragione a prescindere” e di un colpevole che va trovato a tutti costi per salvare la faccia di una azienda che invece la perde proprio trattando così i suoi dipendenti.

Come direbbe il buon Lubrano, la domanda sorge spontanea: E adesso chi paga? Chi pagherà per questo errore enorme di valutazione che ha distrutto un’intera famiglia? A chi sarà data la responsabilità, gravissima, di aver commesso questo errore ed aver condotto questa indagine interna con superficialità?

Oggi dovremmo metterci tutti in ginocchio a chiedere scusa! A chiedere scusa per aver subito pensato e detto la nostra contro Maria, da chi è stato pronto ad emettere sentenze e giudizi sgradevoli a chi ha avuto anche solo un mezzo dubbio di un secondo, perchè Maria e Marcello, attraverso la loro perseveranza nella ricerca della giustizia, ci hanno donato una meravigliosa lezione di vita…

Bentornata in Poste Italiane Maria!!!

Giuseppe Manfuso

Segretario Territoriale

SLP-CISL Taranto Brindisi