Maltempo e allerta meteo: l’Italia in ginocchio

Da circa una settimana imperversa in tutta Italia il maltempo, con conseguenze così devastanti ovunque, quali non si erano mai viste prima. Bombe d’acqua, raffiche di vento di tale violenza da sradicare ulivi e alberi secolari, esondazioni, frane e ovunque crolli di strutture con morti e feriti.

Un vero e proprio bollettino di guerra. La protezione Civile ha proclamato lo stato di allerta rossa per il Veneto, tra le regioni più colpite e arancione per altre 9. Per oggi Sabato 3 novembre, nel Pavese è attesa l’ ondata di piena del Po, il cui livello è cresciuto di oltre 2,5 mt nelle ultime 36 ore, provocando anche l’ aumento delle acque del Ticino, con conseguente stato di allarme per i territori circostanti.

Venezia ha registrato un aumento dell’ acqua alta tale, quale non si era mai visto negli ultimi anni, al punto da arrivare ad allagare parte del millenario pavimento in marmo della Basilica di S. Marco, danneggiata pesantemente in vari punti. Nel bellunese numerose frane dovute alle precipitazioni abbondanti hanno isolato diversi comuni delle zone pedemontane, al momento ancora privi di luce e acqua potabile. Pesantemente colpita anche la Liguria, dove una mareggiata anomala ha investito il tratto di costa tra Santa Margherita e Portofino, con danni quantificati per oltre circa 20 milioni di euro. In Trentino, venti della velocità di circa 120 km/h hanno letteralmente raso al suolo grandi tratti delle magnifiche foreste di abete rosso, nel cuore delle Dolomiti. E questo senza contare i feriti e le numerose vittime rimaste schiacciate dagli alberi sradicati dalla furia degli elementi o sommersi da colate di fango e sassi dovute alle frane.

Al Sud la situazione non è certo migliore. Tra oggi e domani, domenica 4 novembre, si attende un violento ciclone che colpirà dapprima la Sicilia occidentale, già messa in ginocchio dai temporali dei giorni scorsi, per spostarsi poi su Sardegna e Calabria e nei primissimi giorni della prossima settimana sulla Puglia, tornando poi a interessare le regioni del Centro Nord. Da Nord a sud dunque, una nazione intera messa in ginocchio, con danni ingenti a infrastrutture, abitazioni, mezzi e persone, che mette in evidenza l’approssimazione con cui negli anni si è intervenuto pesantemente sul territorio, cercando di piegarlo alle esigenze umane senza valutarne i rischi effettivi e ci si chiede dunque se non sia arrivato il momento per l’ uomo di capire che forse è il caso di fare umilmente un passo indietro e cominciare a comprendere che non può continuare impunemente ad alterare gli equilibri naturali senza compromettere il suo stesso futuro.

Vanessa Castellini

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