Inserire la categoria del Portalettere tra i lavori usuranti: l’appello di Luigi Patruno ad Anna Maria Furlan

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Buongiorno a tutti, piacere di conoscerti di persona Anna Maria, mi scuso in anticipo se risulteró emozionato ma non sono mai intervenuto prima di oggi in nessun convegno e quindi va da se che esprimersi per la prima volta proprio davanti ai massimi livelli della CISL è a dir poco imbarazzante per una persona timida come me.

Oggi sono qui a rappresentare la grandissima categoria dei Portalettere, a te particolarmente cara Anna Maria. Molti di voi sono abituati ad immaginare al lavoratore postale in genere come un uomo che fa parte di una categoria privilegiata, sminuendo di gran lunga quanto possa essere difficoltoso il nostro mestiere. Già, risulterà strano sentirlo chiamare mestiere. Per chi è addetto ai lavori sa che per ogni Portalettere quella di portare la posta a casa dei cittadini era una vera e propria arte, una passione che nasceva grazie al piacere di servire ogni giorno la stessa porzione di territorio, che ci consentiva di diventare uomini di fiducia di quella fetta di popolazione che, tanti anni fa, aspettava il proprio postino con gioia. Oggi che i tempi sono cambiati, vittime di sette riorganizzazioni del settore di recapito e del taglio di tre quarti delle zone e quindi della forza lavoro, andiamo sempre di corsa ed il postino non lo conosce più nessuno, tranne quei pochi fortunati che vedono recapitarsi multe o atti equitalia… Scherzi a parte, l’ultima riorganizzazione del settore recapito stravolge totalmente il nostro modo di lavorare, modificandolo da lavoro con orario esclusivamente antimeridiano ad orari di consegna al cittadino che partono dalle 8 del mattino e terminano alle 21 della sera. Motorini che circolano sempre meno a norma essendo più carichi di corrispondenza che, anche essa, è totalmente cambiata, passando dalla semplice lettera e cartolina di una volta a pacchi di tutte le misure che volente o nolente in quel motorino li devi far entrare… E così ci vedete girare per le vie della città con bauletti stracolmi chiusi magari da un elastico volante e pacchi in mezzo alle gambe a rischiare la vita ogni santo giorno per cercare di essere più puntuali possibile da quei pochi che ancora sono abituati ad aspettarci… Questa premessa per arrivare dove… A volerci bene, la carriera di un portalettere dura fino all’età di 64/65 anni, tranne pochi che hanno la fortuna di una promozione ad altre mansioni o sfortunati che la mansione sono costretti a cambiarla per acciacchi o infortuni… Una carriera lunga, esposti alle intemperie meteorologiche che clementi non lo sono affatto… Pioggia, vento, neve, caldo dell’estate e gelo dell’inverno, qualunque siano le condizioni climatiche noi dobbiamo essere li, sul nostro motorino a recapitare il più possibile… Eppure, mai nessuno ha pensato di inserire il mestiere del Portalettere tra i Lavori Usuranti. Cara Anna Maria, cosa ne pensi in merito? Possiamo avere un minimo di speranza che qualcosa possa cambiare?

Luigi Patruno

Portalettere CD Taranto Nord

2 pensieri riguardo “Inserire la categoria del Portalettere tra i lavori usuranti: l’appello di Luigi Patruno ad Anna Maria Furlan

  • 24 Gennaio 2019 in 17:33
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    Buongiorno a tutti il mio nome è Patrizia Caruso, portalettere da 37 anni a Torino, lanciatrice di una petizione online su change .org , per far riconoscere il portalettere fra i lavori usuranti., di cui in cinquemila hanno firmato on Line ed altri tremilacinquecento in cartaceo.
    Dei Presidi sono stati fatti a Roma in piazza di Monte Citorio.
    Responsabile nazionale del comitato postini usurati , avrei piacere di avervi nel comitato per unire le forze .
    comitato.postini.usurati@gmail.com
    Saluti
    Patrizia Caruso

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