Influenza: cosa ci attende a cent’anni dalla pandemia

Fig.1.) Influenza A virus. Tratto da ‘Taubenberger and Kash, 2010’.

Il 2018 segna il centesimo anniversario di una delle più profonde crisi della salute pubblica, avvenuta nella storia moderna dell’uomo: si tratta della pandemia influenzale del 1918, causata dal ceppo H1N1, comunemente nota come la ‘Influenza Spagnola’. L’intensità e la rapidità con la quale tale ceppo virale si diffuse fu quasi inimmaginabile, infettando 1/3 della popolazione terrestre (Taubenberger and Morens, 2006), che all’epoca si aggirava intorno ai 500 milioni di persone (Sutton, 2018; Johnson and Mueller, 2002; Patterson and Pyle, 1991). Tecniche sviluppate solo di recente hanno permesso di risalire alla filogenesi del suddetto ceppo; stabilendo che alcune componenti molecolari della Spagnola hanno origini inconfutabilmente aviarie e che un’altra componente di essa, l’emoagglutinina (HA), porzione alquanto variabile, può essere considerata frutto di un riassortimento avvenuto in organismo umano (Oxford and Gill, 2018; Worobey et al., 2014). Una volta debellata la pandemia del 1918, il virus influenzale H1N1 ha continuato a circolare, manifestando finalmente un ridotto tasso di mortalità (Sutton, 2018).

Fig.2.) Evoluzione del virus dei ceppi influenzali, tra il 1918–2009. Tratto da ‘Taubenberger and Kash, 2010’.

Come conseguenza dell’incessante propensione di tale virus ad evolvere e modificarsi, nel passaggio da un organismo ospitante all’altro (Fig.2), molto spesso si insinua la preoccupazione che prima o dopo un nuovo episodio pandemico possa instaurarsi (Centers for Disease Control and Prevention Influenza Risk Assessment Tool (IRAT); WHO). Nel periodo che intercorre tra il 2018 ed il 2019, si aprirà una nuova stagione influenzale, alla quale si farà fronte con un rinnovato repertorio di vaccinazioni contro l’agente causale dell’influenza. Confrontate con le precedenti versioni della stagione 2017-2018, tali vaccinazioni non mostrano grosse difformità; presentando similitudini, con gli antigeni provenienti dal ceppo A(H1N1) (Fig.1), e differenze, con gli antigeni provenienti dai ceppi A (H3N2) e B (lineaggio Victoria) (Committee on Infectious Diseases, 2018). È importante sapere che, un volta somministrato, un vaccino antinfluenzale ha lo scopo di prevenire l’infezione con il virus dell’influenza; provocando nell’organismo la messa in atto di un proprio sistema difensivo contro la malattia, espletato dalla sua batteria di anticorpi. Di virus influenzali, ve n’è una grande moltitudine, tutti facenti capo alla famiglia Orthomyxovirus; i tipi circolanti tuttavia non è detto che si manifestino necessariamente nella stessa annata e questo rende ancor più ardua la ricerca di una efficace preparazione vaccinale. Sebbene non si sia verificata una nuova pandemia, i dati ufficializzati dai Centri di Controllo e Prevenzione delle Malattie (CDC) suggeriscono che lo scorso periodo, 2017-2018, si sia rivelato una delle stagioni influenzali più severe di tutto il secolo corrente, con un numero record di casi, che hanno determinato un elevato tasso di ospedalizzazioni e decessi (Campos-Outcalt, 2018; de St Maurice and Halasa, 2018). L’efficacia effettivamente stimata per il vaccino antinfluenzale, infatti, era risultata piuttosto bassa rispetto al numero di ceppi realmente in circolazione. Si ipotizza che, tra i fattori potenzialmente responsabili, vi siano, non solamente i cambiamenti cui il virus va incontro nel passare da un organismo ospitante ad un altro; ma, anche le mutazioni geniche che incorrono di tanto in tanto, durante la procedura stessa di preparazione del vaccino (de St Maurice and Halasa, 2018). Più del 90% della popolazione adulta che, nella precedente annata, colpita da influenza era andata incontro a peggioramento del quadro clinico e a conseguente ospedalizzazione, era risultata affetta da patologie croniche (malattia cardiaca, polmonare od obesità), determinando che vi fossero da considerare soggetti ad alto rischio di complicanze (Campos-Outcalt, 2018; de St Maurice and Halasa, 2018; Garten et al., 2018) (Fig.3).

Fig.3.) Portatori di malattie croniche e complicanze da influenza, nel 2017-2018.

Tratto da ‘Committee in Infectious Diseases, 2018’.

Vi sono stati inoltre casi di morte in età pediatrica, attribuiti all’influenza e in più di tre quarti di esse rientravano bambini idonei al vaccino contro l’influenza, che però non lo avevano ricevuto (Garten et al., 2018). Occorre perciò attivare un’efficace campagna di sensibilizzazione verso i vaccini, che possa ridurre ai minimi termini la diffusione del virus influenzale e le conseguenze ad esso legate. InfluNet rappresenta, a tal proposito, una rete di sorveglianza, imperniata sull’attività di medici cosiddetti ‘sentinella’, tra i quali figurano medici di Medicina Generale (MMG) e Pediatri di Libera scelta (PLS), reclutati appositamente dalle nostre Regioni, per la segnalazione dei casi di sindrome simil-influenzale (ILI) e per la raccolta di campioni biologici finalizzata alle indagini virologiche dei ceppi implicati. Nel protocollo InfluNet 2018-2019, non sono contemplate grosse difformità effettive rispetto alla precedente stagione influenzale. Tra i compiti attribuiti al Ministero della Salute, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, il sistema di sorveglianza si pone di monitorare la circolazione dei ceppi influenzali; analizzare i campioni biologici; valutare la suscettibilità dei ceppi circolanti agli antivirali e definire la composizione vaccinale confacente alla stagione in arrivo (Istituto Superiore di Sanità e Ministero della Salute). Allora, cari amici di Taranto, nessuna esitazione a recarci presso le ASL locali, per vaccinarci opportunamente e così proteggerci da qualunque rischio d’infezione influenzale o di nuova pandemia!

A cura della Dr Giuliana LAISO, PhD

REFERENZE.

– Taubenberger JK and Kash JC, 2010. Influenza Virus Evolution, Host Adaptation and Pandemic. Cell Host Microbe: 7(6), 440-451.

– Taubenberger JK and Morens DM, 2006. 1918 influenza: the mother of all pandemics. Emerg. Infect. Dis.: 12, 15-22.

– Sutton TC, 2018. The Pandemic Threat of Emerging H5 and H77 Avian Influenza Viruses. Viruses: 1-21.

– Johnson NP and Mueller J, 2002. Updating the accounts: global mortality of the 1918-1920. “Spanish Influenza”. Bull. Hist. Med.: 76, 105.115.

– Patterson KD and Pyle GF, 1991. The geograohy and mortality of the 1918 influenza pandemic. Bull. Hist. Med.: 65, 4-21.

– Oxford JS and Gill D, 2018. Unanswered questions about the 1918 influenza pandemic. Origin, pathology, and virus itself. Lancet infect. Dis.

– Worobey M, Han GZ and Rambaut A, 2014. A synchronized global sweep of the internal genes of modern avian influenza virus. Nature: 508, 254-257.

– Centers for Disease Control and Prevention. Influenza Risk Assessment Tool (IRAT). Available online: https://www.cdc.gov/flu/pandemic-resources/national-strategy/risk-assessment.htm (accessed on 7 July 2018).

– WHO. Tool for Influenza Pandemic Risk Assessment (TIPRA). Available online: http://www.who.int/influenza/publications/TIPRA_manual_v1/en/ (accessed on 7 July 2018).

– Committee on Infectious Diseases, 2018. Recommendations for Prevention and Control of Influenza in Children, 2018-2019. Pediatrics: 142(4).

– Campos-Outcalt D, 2018. CDC recommendation for the 2018-2019 influenza season. The Journal of Family Practice: 67(9).

– De St Maurice A. and Halasa N. (2018). Preparing for the 2018-2019 influenza season. Pediatr Transplant: 3, e13272.

– Garten R, Blanton L, Elal AIA et al., 2018. Update: Influenza activity in the United States during the 2017-2018 season and composition of the 2018-2019 influenza vaccine. Morb Mortal Wkly Rep: 67, 634-642.

– Istituto Superiore di Sanità e Ministero della Salute. Protocollo operativo InfluNet: 2018-2019.

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