Il mio intervento al Consiglio Regionale SLP-CISL Puglia (video)

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Buonasera a tutti

È sempre un piacere ritrovarsi in queste occasioni ed avere la possibilità di esprimere un proprio pensiero sull’attuale panorama politico sindacale in Poste Italiane. Una relazione ineccepibile quella di Franco, ricca di spunti sui quali approfondire e riflettere.

Sarebbe meraviglioso oggi poter dire che finalmente va tutto bene, ma sarebbe anche riduttivo, perché se lo facessimo perderemmo la ghiotta occasione di far sentire la voce dei segretari territoriali al nostro amico Luca, e quindi ricollegandomi a quanto già detto da Franco, mi trova perfettamente d’accordo nel passaggio in cui ultimamente per il modus operandi del centro, noi dei territori cominciamo a sentirci dei semplici passacarte, relegati a tenere calme le piazze ed a ricercare nuovi iscritti con le poche armi ormai a nostra disposizione. Nonostante la bontà degli ultimi accordi, infatti, viene difficile pensare a quanto gli stessi siano completamente blindati, senza che ci venga lasciato lo spazio di diversificare i vari territori che invece tanto di diverso hanno per cultura e conformazione geografica. Faccio un piccolo esempio su tutti, l’accordo sulla riorganizzazione del recapito: viene difficile pensare che venga demandata ai territori esclusivamente una semplice riunione informativa sulle implementazioni dei centri, per le quali l’azienda viene a raccontarci orari, tagli e rimodulazione degli assetti dei centri di recapito senza che noi possiamo intervenire su nulla. È difficile pensare che qualcuno possa essere convinto che culturalmente Taranto sia come Milano. Bisognerebbe provare sulla propria pelle cosa significa citofonare a qualcuno a Taranto alle 14.30 per farsi aprire il portone, per rischiare di ricevere una

secchiata d’acqua in testa perché abbiamo disturbato una pennichella. O addirittura pensare che su uno stesso territorio non ci siano diverse realtà, come l’aver progettato che le linee business possano consegnare al buio della sera in città a Taranto così come nelle sperdute campagne di Martina Franca. Dunque, a mio modesto parere, bisogna tornare ad intersecare alla bontà degli accordi siglati la possibilità di far sporcare le mani anche a noi che queste realtà le viviamo tutti i giorni sulla nostra pelle e conosciamo bene i nostri territori.

Implementazione del nuovo progetto di recapito, che dire. Siamo ormai a circa sei mesi dall’avvio del nuovo progetto a Taranto e se posso permettermi di dirlo, ma lo direi anche se non potessi farlo, il nuovo progetto di recapito funziona, e funziona anche male, solo grazie al fatto che non viene utilizzato. Come ho sempre detto, a me questo progetto piace e sono sicuro che può avere un’ottima riuscita, ma mi viene difficile pensare che possa funzionare se il taglio delle zone, come è successo, è spropositato a tal punto da dover costringere i responsabili dei centri a sfornare le più svariate idee per abbattere le giacenze. Oggi, al progetto su carta esiste un progetto di recapito virtuale, parallelo a quello messo nero su bianco, con tanto di zone virtuali affidate alle scorte e CTD che ci consente di tamponare lo scempio dei tagli effettuati su dati falsi. Civici mancanti, percorrenze abbattute e media raccomandate al ribasso hanno fatto si che il taglio fosse superiore al 50% delle zone e che, di fatto, facesse collassare i centri. Non buttiamo all’aria quanto di buono fatto, sediamoci di nuovo attorno ad un tavolo e rivalutiamo gli errori che l’azienda ha volontariamente fatto, perché così rischiamo di far passare brutti quarti d’ora a chi è costretto a difendersi tra

incudine e martello per far quadrare le carte di controllo, ed il passato in questo caso dovrebbe averci insegnato tanto.

Mentre altre categorie della famiglia CISL, la FISASCAT mi sembra, sta battagliando sulla chiusura dei centri commerciali per domenica e festivi, Poste Italiane apre di domenica e festivi per abbattere le giacenze ed offrire maggiore qualità alla commessa Amazon. E se non ho capito male noi sembriamo d’accordo con queste aperture. In un periodo storico in cui fioccano Lavoratori precari perché si sa, l’implementazione del progetto deve andare bene, stiamo lasciando mortificare centinaia di Lavoratori con contratto a tempo determinato che, a fronte di una disponibilità a lavorare in queste giornate esclusivamente volontaria, vengono costantemente messi di fronte al ricatto occupazionale di eventuali mancati rinnovi nel caso in cui dovessero rifiutarsi di aderire. Credo che anche su questo un sindacato attento come il nostro debba intervenire, per evitare che il giorno di Natale qualche CTD venga a citofonare proprio a noi durante il pranzo per consegnarci qualcosa……………….

Organici degli uffici e politiche attive. E’ palese ormai che Taranto e Brindisi abbiano una conclamata carenza di personale negli uffici postali e di recapito che non consente una corretta attività giornaliera nei centri. Proprio qualche giorno fa facevo insieme a Vincenzo la mappatura dei centri di recapito di Brindisi ed insieme abbiamo considerato che sul CPD principale, quello di Brindisi appunto, abbiamo ben 5 zone senza titolare che non possono essere assegnate, da mesi ormai, in quanto non c’è abbastanza personale. Stesso discorso con numeri diversi in proporzione a Fasano ed in altri centri. Uffici Postali che ormai non vedono più gli sportelli aperti nella loro totalità. Esodi,

pensionamenti, inidoneità ed anche qualche decesso mai sostituiti negli ultimi anni che si sommano ai tanti part time che da troppo tempo sui nostri territori non trovano la possibilità di realizzare i propri sogni di tempo pieno. Ancora oggi, pur scervellandomi, non trovo riscontro tra i dati forniti sulla carta e la realtà dei nostri uffici.

E per concludere, la ciliegina sulla torta arriva dalla composizione delle macro aree. Accolgo favorevolmente la diminuzione di menti pensanti strapagate nella nostra azienda, ma quello che invece non accolgo favorevolmente è la lentezza con cui ogni singola questione viene lavorata. Oggi siamo costretti ad attendere settimane per ottenere risposte su tutto, anche su una semplice proposta di esodo o per non parlare di qualche proposta di trasferimento di personale sui territori, generando situazioni incancrenite da mesi tamponate con i distacchi. Bene dunque la composizione delle macro aree secondo me, ma se di pari passo si fosse data maggiore responsabilizzazione e deleghe ai dirigenti di filiali e ram che oggi si vedono costretti a passare da Napoli anche per spostare di un centimetro la propria sedia.

Per concludere caro Luca, vorrei dedicare il mio sfogo finale alla politica delle alleanze sindacali. Onestamente sono un tantino stanco del comportamento dei nostri competitors sindacali. Organizzazioni senza né capo né coda che in alcuni casi andrebbero definite disorganizzazioni più che organizzazioni sindacali. Stanco di passare per l’imbecille di turno con fatti che parlano di alleanze al centro ed attacchi pericolosi e continui sui territori. Stanco di dover salire le scale dei tribunali senza alcun motivo, e non a caso le sentenze sono tutte a mio favore, mentre al centro si respira aria diversa. Nella mia ignoranza, caro Luca,

penso che quando una Organizzazione decide di sedersi al tavolo con noi, debba farlo completamente, e non nei tavoli che meglio gradiscono. Se un segretario nazionale decide di sedersi al tavolo con SLP deve avere la forza di tirare le briglie ai suoi ominicchi sui territori e non lasciarli liberi di tentare in tutti i modi di farci del male. E questa è una mancanza che rimprovererò sempre a chiunque, perché, caro Luca, se qualcuno mancasse di rispetto al mio segretario generale lo azzannerei senza pensarci su due volte, ma altrettanto mi aspetto che avvenga a parti invertite, facendo capire a qualcuno a Roma che sui territori, quei due/tre imbecilli che li rappresentano, stanno minando la serenità delle nostre famiglie e di riflesso dei vostri uomini che cercano di sposare la politica sindacale del SLP a pieno! Le battaglie tra sindacati dovrebbero combattersi sul campo dei numeri, e non nelle aule di tribunale e questo a qualcuno bisognerebbe spiegarglielo.

Concludo il mio pensiero augurando a voi ed alle vostre famiglie un felice natale ed un nuovo anno ricco di serenità e soddisfazioni, portando sempre SLP in un angolino del vostro cuore. Grazie per l’attenzione.

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