Desirèe: una morte con troppi colpevoli

A rileggere le numerose ricostruzioni sulla morte di Desirèe Mariottini, la sedicenne di Cisterna di Latina trovata morta nello stabile di via dei lucani a S. Lorenzo a Roma, nella notte tra il 18 e il 19 ottobre, ci si ritrova immersi in un caleidoscopio di nomi, di personaggi di varie nazionalità, in un’umanità lacera e frammentata, che nulla più ha di umano. Arrestati 4 immigrati, in attesa di rinnovo di permesso di soggiorno, per omicidio volontario e violenza sessuale aggravata, si cerca ora un quinto uomo, un certo Marco, che avrebbe fornito il mix letale che i 4 stupratori avrebbero somministrato a Desiree’ per intontirla e poi abusare come bestie del suo corpo esanime, legandole mani e piedi e forse usandola addirittura come posacenere, se le bruciature di sigarette trovate sul suo corpo risulteranno dall’autopsia risalenti a quella notte. Dunque i suoi assassini sembrerebbero già avere un volto e alla scrivente poco importa se si tratta di un volto di colore o bianco come il latte, la strumentalizzazione politica di questa vicenda è fuori contesto. Ma..c’è un ma..dai verbali giudiziari emergono tanti nomi..Giovanna, Antonella, Muriel, altri testimoni non citati che raccontano di aver visto avvicendarsi nell’ arco di 12 ore, attorno alla ragazzina, numerosi uomini e donne, alcuni dei quali volevano chiamare i soccorsi, bloccati dagli aguzzini, che dopo aver tentato di rianimare la ragazza con acqua e zucchero, hanno poi deciso di lasciarla morire, abbandonandola come uno straccio su un divano logoro. O ancora, di aver sentito l’amica di Desirèe, che l’aveva accompagnata la sera prima in cerca di droga, vendere il proprio silenzio su quanto accaduto in cambio di una dose. Di aver aiutato i 4 mostri a rivestire la ragazza quando questi l’hanno spostata altrove, di averli sentiti dire “la ragazzina bianca è tornata ed è disponibile”, di averla vista prendere di tutto, dal crack all’eroina e offrirsi spontaneamente in cambio della droga. Insomma, mille verità, mille volti, che lasciano intravedere come gli assassini di questa ragazza, morta nell’indifferenza generale di chi la circondava, siano in realtà molti di più a livello morale e che forse le violenze subite da Desirèe siano ben maggiori di quelle note finora. E su tutto, ancora una volta, emerge l’ ennesimo caso di femminicidio, di abuso del corpo femminile trattato peggio di un oggetto, specchio di una società che perdona sempre meno alle donne la loro voglia di riscatto. Ragazzina difficile a quanto pare, questa sedicenne, che si è andata a cacciare con le sue stesse mani nell’inferno che l’ha risucchiata, ma che non meritava di morire in questo quadro di degrado e scempio morale e che forse, come tutte noi, avrà sognato un principe azzurro che l’avrebbe fatta ballare ai suoi 18 anni donandole una rosa e che ora non potrà più salvarla.

Vanessa Castellini

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