Curcumina, dalla pianta agli impieghi per la salute

La curcumina è quel pigmento giallo contenuto in una pianta erbacea rizomatosa perenne, chiamata Curcuma longa, riconosciuta per le sue straordinarie proprietà antiossidanti, anti-infiammatorie, antimicrobiche ed antitumorali (Kim and Clifton, 2018). In origine, la medicina tradizionale indiana ne ha tratto grossi benefici, da un punto di vista farmacologico, per la cura di varie patologie a carattere respiratorio, come l’asma bronchiale e le allergie, di patologie ad interessamento epatico e di affezioni da sinusite (Prasad et al., 2014). Da sempre, la curcumina ha catturato ampio interesse, sia nel mondo medico/scientifico, che tra gli appassionati di cucina (Hewlings and Kalaman, 2017; Prasad et al., 2014). Quale massima risorsa di polifenoli, la curcumina vanta d’esser impiegata in una grande varietà di stati patologici; come ad esempio nel corso di processi infiammatori; stati d’ansia; condizioni degenerative dell’occhio; artrite ed iperlipidemia (Hewlings and Kalaman, 2017). La curcumina è stata studiata perfino per il suo potenziale effetto chemioprotettivo, nei confronti di una vasta gamma di meccanismi carcinogenici (Zhao et al., 2018). Le sue meravigliose proprietà sono state evidenziate in diversi Paesi, quali gli Stati Uniti, l’India, il Giappone, la Tailandia, la Korea, la Cina ed altri., che l’hanno testata sotto varie forme: tavolette, bevande energetiche, zuppe e prodotti di cosmesi (Gupta et al., 2013). Un altro dei tanti privilegi svelati da questa sostanza consiste nel fatto di contribuire positivamente anche nei confronti del benessere di soggetti non affetti da patologie, purchè somministrata a dosi relativamente basse; sebbene, i limiti d’impiego subentrino, allorquando ingerita allo stato naturale. In tal forma, difatti, solamente una ridotta frazione di essa diviene capace di giungere in circolo, per così espletare le sue oramai risapute funzionalità. Tuttavia, questa caratteristica, nota nel gergo come biodisponibilità, è superabile; basti combinare l’assunzione di curcumina con alimenti, come il pepe nero, che contengono agenti quali la piperina, in grado di potenziarne efficacemente la capacità di assorbimento intestinale, la rapidità del metabolismo e di eliminazione, da parte dell’organismo e perciò il compimento delle sue attività biologiche (Han, 2011). A parte una vera e propria esiguità di casi con manifestazioni avverse di ridotta entità, è opportuno sottolineare che, in soggetti sani, numerosi test scientifici hanno comprovato la sicurezza e l’efficacia della curcumina (Sharma et al., 2014). In conclusione, la curcumina si è guadagnata l’attenzione di tutto il panorama mondiale, per via dei suoi plurimi benefici; i quali sembrano agire principalmente secondo meccanismi anti-ossidanti ed anti-infiammatori. Tali effetti vantaggiosi risultano ulteriormente rafforzati, nell’assunzione combinata di essa con agenti, come la piperina, che ne modulano positivamente la biodisponibilità. Lo stato dell’arte della ricerca scientifica sulla curcumina permette anche di concepirne l’uso negli stati infiammatori e dolorosi del muscolo, indotti da esercizio fisico intenso e prolungato, accelerando la guarigione ed il recupero delle prestazioni fisiche (Hewlings and Kalaman, 2017). Ciò detto, non resta che darsi da fare e … rifornirsi di questo splendido rizoma giallo.

A cura della Dr Giuliana LAISO, PhD.

REFERENZE.

– Kim Y and Clifton P (2018). Curcumin, Cardiometabolic Health and Dementia. Int. J. Environ. Res. Public Health: 15(10), 1-34.

– Prasad S, Tyagi KA and Aggarwal BB (2014). Recent developments in delivery, bioavailability, abssorption and metabolism of curcumin: the golden pigment from golden spice. Cancer Res. Treat.: 46(1), 2-18.

– Hewlings SJ and Kalman DS (2017). Curcumin – A Review of Its’ Effects on Human Health. Foods: 1-11.

– Zhang C, Hao Y, Wu L, Dong X, Jiang N, Cong B, Liu J, Zhang W, Tang D, De Perrot M and Zhao X (2018). Curcumin induces apoptosis and inhibits angiogenesis in murine malignant mesothelioma. International Journal of Oncology: 1-11.

– Gupta SC, Kismali G, Aggarwal BB (2013). Curcumin, a component of tumeric: from farm to pharmacy. Biofactors: 39, 2-13.

– Han HK (2011). The effects of black pepper on the intestinal absorption and heptic metabolism of drugs. Exper Opin. Drug Metab. Toxicol: 7, 721-729.

– Sharma RA, Euden SA, Platton SL, Cooke DN, Shafayat A, Hewitt HR, Marczylo TH, Morgan B, Hemingway D and Plummer SM. (2004). Phase I clinical trial of oral curcumin: biomarkers of systemic activity and compliance. Clin. Cancer Res.: 10, 6847-6854.

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