Comportamento da adottare per il contenimento del contagio da Covid-19

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Caro Collega,
come sai, in questo particolare momento di emergenza sanitaria, l’impegno di ciascuno di noi nell’adozione di comportamenti improntati alla responsabilità e alla collaborazione è fondamentale ai fini del contenimento della diffusione del Coronavirus.
Tutti noi siamo quindi chiamati ad agire in ogni contesto, anche personale, nel pieno rispetto delle indicazioni fornite dalle autorità nazionali nonché delle misure individuate dal Governo e recepite dall’Azienda.
Con particolare riferimento all’ambito lavorativo, ti ricordiamo di indossare sempre e correttamente (coprendo bocca e naso) i dispositivi di protezione delle vie respiratorie forniti dall’Azienda, di igienizzare frequentemente le mani, di rispettare il distanziamento sociale laddove possibile in relazione all’organizzazione lavorativa, di non avere contatti (strette di mano, abbracci, ecc.) con colleghi, fornitori, clienti o altri soggetti presenti all’interno delle sedi aziendali.
Con questa comunicazione, ti forniamo alcuni chiarimenti che potranno esserti utili nella gestione delle diverse situazioni.
A) ASSENZE PER QUARANTENA E ISOLAMENTO, POSITIVITÀ E FRAGILITÀ
Preliminarmente, desideriamo rassicurarti sul fatto che, consapevoli delle difficoltà legate a questo periodo di emergenza epidemiologica e a conferma della responsabilità sociale con cui il Gruppo Poste opera, abbiamo deciso fin da subito di adottare un trattamento di miglior favore rispetto a quanto stabilito dalla legge con riferimento alle assenze per malattia connesse alla situazione di emergenza sanitaria.
Infatti, già dalle primissime fasi dell’emergenza ci siamo impegnati a garantire in tutti i casi l’ordinario trattamento economico e, sebbene le previsioni normative escludano dal periodo massimo di conservazione del posto di lavoro (comporto) esclusivamente le assenze legate all’osservanza della quarantena, abbiamo deciso di estendere questo trattamento anche ai periodi di assenza per positività accertata al Covid e a quelli dei colleghi che, per le proprie condizioni di salute, siano particolarmente esposti al rischio di contagio (cd lavoratori fragili).
Nello specifico, ciò significa che tutte le assenze coperte da certificato medico rilasciato per quarantena, fragilità o malattia da contagio Covid sono “neutre” ai fini del calcolo del comporto e, quindi, non determinano in nessun caso la trattenuta della retribuzione e non sono prese in considerazione nella determinazione del periodo massimo di conservazione del posto di lavoro per malattia, né dell’arco temporale all’interno del quale le assenze per malattia sono conteggiate.
Tale decisione aziendale è stata poi recepita nell’Accordo Sindacale del 30 aprile 2020 e confermata, più di recente, nel Verbale del 29 ottobre 2020, sottoscritto nell’ambito dell’Organismo paritetico nazionale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

B) CONTATTI STRETTI
Al fine di tutelare la salute dei lavoratori, ti informiamo che Poste Italiane si è dotata di un proprio processo di individuazione dei potenziali contatti stretti di un caso probabile o confermato Covid-19 (contact tracing aziendale), fermo restando che l’attività ufficiale di tracciamento dei contatti stretti, è prerogativa delle autorità sanitarie territorialmente competenti.
Sulla base delle disposizioni del Ministero della Salute e dell’orientamento oramai consolidato delle autorità sanitarie locali, ti precisiamo che:
• il contact tracing riguarda tutti i contatti stretti che il soggetto (probabile o confermato) positivo ha avuto
nelle 48 ore precedenti all’insorgenza dei sintomi o, in assenza di questi, nelle 48 ore precedenti al prelievo del tampone;
• per contatto stretto con il caso positivo si intendono quelli fisici diretti (esempio stretta di mano) oppure quelli non sporadici (almeno 15 minuti) al di sotto della distanza di sicurezza in assenza di protezioni.
In caso di potenziali contatti stretti in ambito lavorativo, il relativo elenco individuato dall’Azienda viene trasmesso all’Autorità Sanitaria territorialmente competente per le eventuali successive determinazioni.
Ti ricordiamo che il processo di tracciamento dei contatti è un’attività molto importante il cui successo non può prescindere dalla collaborazione di tutti coloro che ne sono coinvolti.
B.1) INDICAZIONI OPERATIVE PER I CASI DI CONTATTO STRETTO:
In ogni caso di contatto stretto con soggetto positivo devi immediatamente informare:
• l’Azienda, astenendoti dal recarti presso qualsiasi sede di lavoro;
• l’Autorità Sanitaria competente e il medico di base, ai fini dei conseguenti adempimenti ivi incluso il rilascio
del certificato di quarantena, che devi trasmettere all’Azienda. Tale certificato riporterà la data di inizio utile al conteggio dei giorni di quarantena ed eventualmente la data di termine.
Nel caso in cui il potenziale contatto stretto sia stato individuato dall’Azienda nell’ambito delle attività di contact tracing aziendale, l’Autorità Sanitaria competente e/o il medico di base potranno confermare la messa in quarantena (con rilascio del relativo certificato) o produrre un’attestazione di assenza delle condizioni di contatto stretto, consentendoti in tal modo l’immediato rientro al lavoro.
La quarantena inizia a decorrere dalla data dell’ultimo contatto stretto con il soggetto positivo, eventualmente comunicata dall’Azienda in caso di potenziale contatto in ambito lavorativo.
Laddove la tua attività sia remotizzabile, durante il periodo di quarantena renderai la prestazione lavorativa in regime di smart working; in caso contrario, dovrai assentarti dal servizio producendo il certificato rilasciato dalle autorità sanitarie competenti (ASL o medico di base) o, in mancanza di tale attestazione, giustificando l’assenza ad altro titolo (tra cui le 144 ore di permesso a recupero per emergenza sanitaria).
La quarantena termina:
• dopo 14 giorni dall’ultimo contatto stretto con il soggetto positivo, senza necessità di effettuare alcun test; oppure
• dopo 10 giorni dall’ultimo contatto stretto con il soggetto positivo, nel caso in cui tu ti sia sottoposto – non
prima del decimo giorno successivo al contatto – a un test antigenico o molecolare che abbia dato esito negativo.