#10yearschallenge è l’hashtag diventato virale

Si chiama “10 years challenge” il fenomeno che sta tenendo banco sulle bacheche di Facebook, Instagram e Twitter. 

Da qualche giorno i nostri contatti sui social network stanno riempiendo le nostre bacheche con fotografie che li ritraggono dieci anni fa. C’è chi, compiaciuto, constata di non essere poi invecchiato e chi invece scherza sull’inesorabile scorrere del tempo.

Persone comuni, celebrità, politici, club sportivi, città, musei, aziende, scienziati, attivisti; ci sono più o meno tutti.

10 years challenge, cioè il pubblicare una foto di dieci anni fa al fianco di una di oggi, è una moda nata sui social network come un gioco ed è diventato nel giro di pochi giorni un fenomeno globale. Fino a quando qualcuno non ha cominciato a sospettare che dietro ci potesse essere una delle più grosse raccolte di dati personali mai messe in atto: milioni di immagini da usare per addestrare gli algoritmi per il riconoscimento facciale rendendoli capaci di individuare una persona anche partendo da una sua foto scattata tempo addietro. Il dubbio è stato avanzato dalla giornalista di Wired Kate O’Neill ed è piaciuto parecchio, quasi quanto il gioco stesso.

Ma non è stata Facebook (che possiede Instagram) a lanciare la 10 years challenge ma bensì si tratta di un meme creato dagli utenti e che è diventato virale in modo spontaneo, fanno sapere dalla compagnia di Mark Zuckerberg. “Non abbiamo iniziato noi questo trend, in cui vengono utilizzate foto già esistenti sulla piattaforma, e non guadagniamo nulla da questo meme” secondo la stessa Facebook sarebbe “solo” un fenomeno spontaneo simile alla Bucket Challenge. Ve la ricordate? Era quella sfida divenuta virale nell’estate di cinque anni fa: il versarsi secchi di acqua gelata addosso per sostenere la raccolta fondi in favore della ricerca per la sclerosi laterale amiotrofica. Oggi i social network, Facebook in particolare, di credibilità ne hanno persa tanta mentre i suoi utenti son diventati sospettosi.

Chissà se è andata allo stesso modo per 10 years challenge, anche se Facebook è probabile non c’entri nulla nella nascita e nella diffusione del meme, è legittimo farsi venire il dubbio che altri potrebbero sfruttare quella montagna di foto che si sta accumulando online. Del resto il tempo dei giochi innocenti, almeno sui social network, sembra esser finito da tempo.

Stefania Vantaggiato

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